Marina di Gioiosa Jonica, Kaulon

 

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La Calabria è patrimonio archeologico: Il teatro di Marina di Gioiosa Jonica

I segni visibili di una storia millenaria, un viaggio affascinante alle origini della civiltà mediterranea.

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IL TEATRO DI MARINA DI GIOIOSA JONICA  foto del teatro con allo sfondo la torre saracena

Non si conosce l'antico nome della località in cui è posta oggi la moderna Marina di Gioiosa Jonica. Testimonianze archeologiche dimostrano un nucleo abitativo in età ellenistica e successiva,  visto la grandiosità delle opere rinvenute era da considerarsi  sicuramente un centro importante. A Sud del fiume Sagra, (odierno Torbido) finivano gli ipotizzati confini di Kaulon ed attribuire a Kaulon la fondazione della città, ma occorre la testimonianza archeologica. Oltre al teatro si è scoperto, non lontano da esso, un edificio termale. È probabile che il teatro sorgesse in ambito urbano. Scoperto casualmente nel 1882 e portato alla luce nello stesso anno, fu il primo edificio scavato dalla Soprintendenza del Bruzio e della Lucania. La conclusione degli scavi avvenne nel 1925. 

L'edificio, costruito in pietra calcarea e laterizio, ha il koilon aperto in direzione del mare (verso Sud-Est), come gran parte dei teatri dell'Italia meridionale. Tale direzione di esposizione, solitamente digradante verso il mare, è  per utilizzare la preziosa scenografia naturale ma anche religiosa. Le grandi Dionisie ateniesi dicono, che tali feste del dio del vino e del teatro avvenivano all'inizio della primavera, quando il mare torna di nuovo placido dopo le tempeste invernali.

Per ovviare all'inconveniente del terreno pianeggiante, il teatro di Gioiosa fu costruito su un aggestus di terra e sabbia. Soluzione che risulta efficace solo per gli edifici di piccole dimensioni, come ad Agrigento. A Gioiosa, nel perimetro esterno, l'aggestus risultava più alto, ma si è avuto un cedimento strutturale: per questo motivo manca tutta la parte superiore della cavea e si è solo ritrovato l'angolo terminale inferiore del muro esterno. Tale muro costituiva un vero  proprio anàlemma lungo il perimetro del pendio artificiale, atto a contenere la terra. 

Il teatro di Marina di Gioiosa Jonica costituisce un esempio intermedio nel passaggio dal teatro greco a quello romano, i cui estremi evolutivi sono costituiti, secondo la catalogazione classica, dal teatro greco addossato e dal teatro romano costruito. Il pendio rinforzato presente a Gioiosa costituisce dunque una tipologia intermedia, il teatro di Pompeo, il cui anno di costruzione, il 55 a.C., può essere considerato, con quello di Marina di Gioiosa Jonica, lo spartiacque tra il tipo greco e quello romano. Diviso in 5 settori, 4 scale, doveva aveva 20 file di posti. Delle 20 file se ne sono conservate solo 10. È stata calcolata così una capienza di ca. 1200 persone. Nella prima fase la cavea era perfettamente semicircolare, come gli edifici teatrali di Metapontion e di Rhegion.

Si noti come l'evoluzione costruttiva non avvenga a Roma, anche per il ben noto rifiuto della Romanitas per le rappresentazioni, ma nel resto della penisola e talvolta in zone come l'Italia meridionale che, seppur lontane dal centro del potere, conservavano ben forte la tradizione ellenica del gusto teatrale. In conclusione, il teatro ha avuto vita in fase tardo-ellenistica databile al II sec. a.C. e risulta essere così uno dei più tardi teatri ispirati alla tipologia architettonica greca. Il teatro continuò a vivere almeno fino al IV sec. d.C . In ogni caso l'edificio offre la testimonianza del passaggio graduale tra il tipo del teatro greco tradizionale e le forme evolute di quello romano non più addossato o scavato in una collina, ma costruito su costruzioni. Il teatro di Marina di Gioiosa Jonica rappresenta una tappa di tale cammino evolutivo, ancora lontano dalle soluzioni architettoniche dei teatri romani. L'edificio è importante perché nasce in una fase in cui tale evoluzione è ancora pienamente in atto, testimoniandone un suo passaggio. Se inoltre accettiamo che abbia continuato a vivere sino all'età tardo-antica, avremmo una testimonianza utile per affermare che, al di là del periodo aureo tardo-ellenistico e romano, la cultura teatrale è rimasta in vita in queste regioni ancora a lungo, almeno sino alle soglie del Medioevo.                         

Adriano Scrivo

    

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