|
A Caulonia Superiore come a Platì, San Luca e in altri
centri della Calabria Jonica e della Locride, molte aziende si occupano
della coltivazione del baco da seta oramai da molti anni, ha ripreso quelle
antiche tradizioni che che facevano della gelsicoltura in Calabria una delle
attività più fiorenti fino ai primi del novecento.
Possibilità di visite guidate in aziende per scuole e gruppi
Tel 334.8002030
 
La vita del baco da seta è molto breve: dura soltanto un 45 giorni.
I bachi da seta nascono da uova piccolissime dette seme-bachi, di
colore biancastro o giallino. Mettendoli in incubatrice per circa 15 giorni
ad una temperatura di 24° e con l'umidità elevata le uova schiudono.
Inizia quindi il ciclo vitale delle larve che si completa passando
attraverso 5 età larvali separate tra loro da momenti di muta.
Possiamo immaginare il ciclo diviso in due fasi fondamentali:
Ø 1 fase: età giovane del baco (dalla 1° alla 3° età)
Ø 2 fase: età adulta del baco (4° e 5° età)
Durante la 1 fase il baco è di piccolissime dimensioni, le foglie di
gelso vengono somministrate tritate e consumate lentamente. I bachi
risultano in questa fase particolarmente delicati e risentono negativamente
degli sbalzi di temperatura.
Nella 2° fase i bachi assumono dimensioni via via maggiori consumando
avidamente le foglie di gelso che vengono somministrate direttamente in
ramo.
Terminata la fase di nutrizione, dopo circa 28 giorni dalla schiusa
delle uova, le larve "salgono al bosco" ovvero iniziano a costruire le
strutture dentro le quali produrranno il bozzolo.
Trascorsi 10 giorni il bozzolo di seta sarà completato e al 17° giorno
il bruco ormai trasformatosi in farfalla inciderà in bozzolo per fuoriuscire
all'aria aperta.
Gli accoppiamenti tra gli adulti permetteranno in breve tempo di avere
nuovamente le uova da cui ricomincia il ciclo.
Per ricavarne il prezioso filo di seta invece i bozzoli dovranno essere
raccolti prima della fuoriuscita dell'adulto e immersi in acqua calda da
dove le mani esperte del "mastro filaio" sapranno cogliere il "bandolo della
matassa" per iniziare le operazioni di filatura.
di Giorgio Magrini ed Alberto Olmo
|