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Vallefiorita (cz) è
situata a 309 metri sul livello del mare. Vallefiorita, nome
suggerito dalla posizione topografica del comune stesso, così detto
per l’amenità dei suoi luoghi e per i fiori che vi crescono a
dovizia. Il nome di Vallefiorita non poteva essere più appropriato:
è' veramente uno spettacolo suggestivo sembra veramente un paesino
incantato. Il paese è circondato da alberi da frutta: peri, meli,
ciliegi, prugni, albicocchi, peschi, nespoli, fichi, gelsi, da siepi
di biancospino e acacie che innalzano al cielo di primavera il
profumo dei loro fiori e in estate-autunno il gustoso sapore dei
loro frutti. Il paese sorge su uno sprone tra le vallette che
solcano le pendici orientali della Serralta di S. Vito estendendosi
in longitudine dalla località denominata "Cavallina". A nord-est è
delimitato dalla "Cuzza e Carru", a sudovest dal torrente "herraru"
sulla cui sponda sinistra si trovano ancora i resti di quello che fu
"u monastiari" (il monastero) eretto, sembra, nel medio Evo da frati
predicatori. Stretto a destra dai colli Spicchiotto, Soverto ed
Olivadà ammantati di uliveti e a sinistra dal colle Jannetta, il
paese trova naturale sbocco per le sue nuove e moderne costruzioni a
Sud, nella contrada "Guarna" che delimita il territorio da quello di
Squillace. Vallefiorita è nota per le sue sorgenti di acqua
ferruginosa. La struttura urbanistica di Vallefiorita risulta divisa
in due dal fiume Alessi (oggi fiumara) ed è collegato presso il
Municipio dal ponte S. Rocco. La parte nord è la più estesa ed anche
la più antica; la sud dove il paese si sta sviluppando è molto
pianeggiante e favorisce le diverse attività della vita moderna. La
parrocchia e intitolata a S. Sergio e Soci. Il Patrono, San Rocco, è
festeggiato il primo sabato e la domenica dopo il 16 agosto. E’
forse la festa più importante per il popolo che nell’occasione si
ritrova tutto riunito; da ogni angolo della terra dove il vallefioritese è emigrato ritorna in questa occasione per
riabbracciare i familiari e gli amici. |