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1100 dC Gioacchino da Fiore, nato a Celico, Cs, intorno al 1130,
deceduto nei primi anni del 1200, abate cistercense di origine contadina,
viaggiò molto, fu in Palestina, a Messina, ed a Palermo per confessare l'
imperatrice Costanza. Tra le opere: Concordia veteris et novi testamenti,
Exposito in apocalipsium, Psalterium decem chordarum, Dell'unità e dell'essenza
della trinità. La sua concezione della vita e della storia era basata su
un realismo- profetico. Concetti e pensieri che sono stati assimilati da Dante,
ed in minor parte anche dal Petrarca.
1300 Il monaco Barlaam ( 1300- 1348), di Seminara, fu maestro di
greco del Petrarca e dotto umanista.
Leonzio Pilato,
monaco anch'esso, anche lui maestro di greco e traduttore dei poemi omerici.
Poeta, Folco di Calabria,
qualche componimento lirico, con ispirazione alla lirica siciliana.
1400 Detto il Parrasio, Aulo Giano Parisio, (1470 - 1522) ,
filologo molto noto e fondatore della accademia cosentina. Scrisse De rebus
per epistolam quaesitis.
1500 Umanista, Sertorio Quattromani di Cosenza, nacque nel 1541,
accademico, cultore della filosofia di Bernardino Telesio, critico fine e
moderno, anche poeta verso la fine dei suoi anni avvenuta nel 1607.
Bernardino Telesio, anch'esso di Cosenza, (1509 -.1588) autore del De
rerum naturaiuxta propria principia, 9 libri, opera importante e basilare
per la storia del pensiero filosofico rinascimentale. Approfondì lo studio
della natura, indipendentemente dai principi della metafisica e della teologia.
Nato a Stilo sulla jonica nel 1568, suo padre era "u scarparu" ovvero il
ciabattino,
Tommaso Campanella fu uno dei letterati più famosi del tempo.
1600 Nacque a Taverna, nella Sila
piccola, Mattia Preti, detto il cavalier calabrese, pittore di
scuola napoletana, studioso, a Napoli e Roma della scuola di Caravaggio e dei
Cerracci, conobbe anche Rubens, ma rimase fedele al Caravaggio. Tra le sue
pitture, celebri sono alcuni suoi quadri: Il convito di Baldassarre, il
Crocefisso, La Resurrezione di Lazzaro. Taverna , la sua città natale
conserva tenacemente e con affetto alcuni suoi lavori in una pinacoteca a lui
dedicata. Morì a Malta nel 1699. Tra la fine del '600 e gli inizi del '700, da
ricordare Gregorio Caloprese (1650 - 1715), di Scalea. Cartesiano,
maestro del Gravina e di altri giovani del suo tempo che in seguito sono
divenuti famosi. Gian Vincenzo Gravina, è nato a Roggiano, nel 1644, fu
uno dei fondatori dell'Accademia dell'Arcadia, di cui ne elaborò le norme in
latino. Fu insegnate di diritto civile e canonico, fu invitato pure a insegnare
a Lipsia ed in altre città d'Europa. Tra le sue opere: Divisione
dell'Arcadia e De disciplina poetarum. Morì a nel suo paese natale
nel 1718.
1700 Nell'epoca dell'illuminismo, tra le personalità di rilievo,
citiamo Antonio Jerocades (1738 - 1805), traduttore e poeta, di
Parghelia. Francesco Grimaldi (1741 - 1784), coltissimo letterato autore
di: Lettera sopra la musica, e di opere giuridiche. Il fratello
Domenico (1735 - 1805) era uno studioso di economia ed agraria.
1800 In questo secolo, poeti e filosofi spiccano per quantità e
qualità, del resto la cultura del momento ne consentiva il prolificarsi. Tra i
primi posti Domenico Mauro di San Demetrio Corone (1812 - 1873).
Vincenzo Padula, nato ad Acri nel 1819. Scrittore e poeta, prete liberale,
professore all'Università di Parma, poi a Napoli ed infine a Cosenza.
Apprezzato dal De Sanctis, fu editore del giornale Il Bruzio, scrisse un
documento sulle condizioni umane nella provincia di Cosenza, poesie dialettali,
e qualche dramma di cui ricordiamo: Antonello Capobrigante e L'Orco.
Domenico Minnelli, altro poeta di Cosenza (1841-1905 ), attivo partecipante
dei movimenti vicino a personaggi come Prati, 1885-1975), autore di:
Emigranti, racconti d'Aspromonte, l'amante di zia Amalietta, ecc.
Chiudiamo questa pagina con
Corrado Alvaro, nato a San Luca nel 1895, autore di Gente in
Aspromonte, l'amata alla finestra, Tutto è accaduto, L'età breve, Mastrangelina,
Quasi una vita ed ancora altre opere di cui la maggior parte sono state
anche pubblicate in tutta Europa, a parte Gente in Aspromonte che fa
capitolo a se con pubblicazioni in tutte le lingue, insomma, un successo
mondiale per il narratore di canti dei pastori della sua terra. Corrado Alvaro
è stato un autentico interprete del mondo calabrese, viene ricordato anche per
i suoi scritti teatrali. Muore a Roma, lontano dalla terra che narrava con
orgoglio e amore, nel 1956.
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