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Andora, all’estremo ponente della provincia di Savona,
adagiata lungo la bassa valle del torrente Merula e sulla
costa tra Capo Mele e Capo Cervo. Di notevole interesse
turistico, Andora, tra mare e collina, è una località in
cui l'ambiente è molto curato, da visitare la “Oasi del
Merula”, percorsi verdi e “Santuario dei cetacei”, zona
ricca di fauna è la foce del torrente Merula, che divide
in due il paese. Andora tutela particolarmente le bellezze
naturali e storiche dell’entroterra ma dedica risorse
anche allo studio e l’avvistamento dei cetacei con
iniziative lanciate in collaborazione con “Europe
Conservation”.
Probabile che siano stati i Focesi, nel VII-VIII secolo
a.C., a fondare Andora, trovando lungo la costa un approdo
sicuro ed un punto di appoggio per il trasporto del sale
proveniente dai giacimenti della Corsica. Dal V secolo
a.C. Andora e la valle del Merula formarono una comunità a
sé stante. Invaso dalle orde dei barbari e dei Goti nel
951 il territorio passò nella marca 'aleramica', nel 1091
divenne dei marchesi del Vasco e nel 1125 passò ai
marchesi Clavesana, che si costruirono una fortificazione
di difesa, il Castello di Andora, in posizione
privilegiata, su un poggio che dominava (e domina) la
valle e che permetteva di controllare anche il passaggio
obbligato sulla strada romana.
Il castello, sotto Genova nel 1252, acquistò ancora più
importanza per qualche secolo e poi fu abbandonato. Un
numero limitato di case sorsero intorno alla fortezza, che
assieme ad altre bellezze architettoniche (come la chiesa
dei Santi Giacomo e Filippo) costituisce ancora oggi un
importante complesso monumentale che conserva la sue
caratteristiche originarie all’interno di un suggestivo
ambiente naturale. Il borgo di Andora si sviluppò intorno
al “Paraxo”, il palazzo residenziale del governatore
genovese. Nel 1805 fu innalzata la bandiera francese nel
dipartimento di Montenotte del quale faceva parte Andora.
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